Giu 13, 2015

Rosània, la dama della Rosa Nascente

intervista a Gianfranco Giorgio Gibelli

Così narra la leggenda. Nel Castello Alchemico di Gropparello, a pochi passi dal magico Parco delle Fiabe, in una cella oscura, scavata nella roccia a strapiombo sulle Gole del Vezzeno, in un luogo nascosto restano ossa e cenere della fanciulla murata viva nel XIII secolo dal marito Pietrone da Cagnano. Così narra la storia.

Rosània ci chiama”: dice Gianfranco Giorgio Gibelli proprietario del Castello di Gropparello. “Rosània è un principio immortale, cosciente di sé e della propria condizione. Sembra cercare un contatto con i vivi che ora attraversano e vivono il Castello di Gropparello, un tempo la sua dimora: ci chiede insistentemente un aiuto per trovare la sua pace. Per noi Rosània è una presenza che rispettiamo e di cui abbiamo accolto il dolore”.

Da chi si fa percepire Rosània e cosa cerca? “Con noi comunica a modo suo. La viviamo come una presenza che ci accompagna – spiega il proprietario -. Ai ghost hunting diciamo di non scherzare con Rosània. Quando non si conoscono limiti e orizzonti del “soprannaturale” tra leggenda e mistero, meglio non sbeffeggiare l’ignoto. Rosània è molto più di folate di vento improvvise, finestre che si aprono e sbattono, luci che scoppiano. E’ la storia antica di un femminicidio. Cosa si può fare per la sua anima? Dedicarle una preghiera”.

L’attualità di Rosània. La violenza sulle donne ed i femminicidi sono drammaticamente in aumento in Italia: forse oggi Rosània, fantasma o no, vuol far sentire la sua voce accanto a quella di tante donne uccise “in quanto donne” per aver trasgredito a un ruolo imposto dalla visione maschile nella società. Per una “scelta di autodeterminazione” è stata punita con la morte. Rosània invita donne e uomini a prendere posizione contro la violenza in genere.

Perché accadde? Fu punita con morte orribile dal marito, accecato dalla sete di vendetta e dal tormento per un sospetto tradimento: Pietrone da Cagnano pensava che Rosània – figlia dei nobili Fulgosi una delle Gens che fondarono Piacenza – l’avesse tradito con Lancillotto Anguissola, antico amore di gioventù della giovane.

Storia o leggenda? Alla fine del XIII secolo, mentre Pietrone era lontano dal Castello di Gropparello, il maniero venne preso d’assalto da milizie nemiche condotte dal giovane Lancillotto Anguissola, antico amore di Rosània, mai accettato dalla famiglia della fanciulla. Il maniero cadde in mano a Lancillotto ma la giovane castellana si gettò ai suoi piedi chiedendo pietà per la vita dei vinti. Chiese fosse risparmiata la vita al suo popolo. Lancillotto riconobbe Rosània. Leggenda narra che l’antico amore si ridestò e, forse, quella stessa notte si riaccese la fiamma tra i due.

Tre motivi per visitare Gropparello, oltre al Castello? Lo strapiombo spettacolare di oltre 85 metri che rendeva la fortezza un baluardo; la vista che si estende dalla torre punto d’avvistamento strategico e abbraccia la pianura padana; il percorso attorno al castello lungo il sentiero delle Gole del Vezzeno fino all’altare celtico e al Giardino della Rosa Nascente dedicato a Rosània, Ducato, perché una rosa rosa possa fiorire in memoria dell’amore che in vita Rosània provò. Una rosa a perdono di chi le tolse la vita murandola maledettamente e disperatamente viva.

In gita a Gropparello. Il Castello – che nel Medioevo era l’unica roccaforte dei Guelfi nel piacentino fu terreno di scontro con i Ghibellini – è oggi di proprietà della famiglia Gibelli. E’ aperto alle visite guidate da marzo a novembre ogni domenica e nei giorni festivi. D’inverno e nei giorni feriali, è necessaria la prenotazione. Durante i giorni feriali le visite sono alle 11:30 e alle 15:30 con prenotazione. Info. +39 0523.855814.

Francesca Maffini @fmfeye

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